giovedì 26 gennaio 2012

Bombe carta davanti a Montecitorio Cariche sui pescatori, 5 feriti

 Scontri davanti a Montecitorio, dove da stamani alcune delegazioni di pescatori protestano contro il decreto liberalizzazioni varato dal governo. Le forze dell'ordine hanno caricato i manifestanti dopo una raffica di bombe carta lanciate verso la camera dei deputati. Cinque pescatori sono rimasti feriti, due dei quali in maniera più seria: uno, con una sospetta frattura a una gamba, è stato portato all'ospedale San Giovanni, l'altro in codice verde al Santo Spirito. Altre tre persone sono state medicate per lievi contusioni sul posto dal 118. Intantom prosegue la protesta dei tir. Per i blocchi selvaggi nel casertano sono stati arrestati cinque autotrasportatori.


Grida e insulti. Durante gli scontri i pescatori hanno gridato più volte «vergogna» verso gli agenti in tenuta anti sommossa. Dopo l'esplosione di un'ulteriore bomba carta le forze dell'ordine si sono avvicinate un'altra volta ai manifestanti cercando di spingerli ancora più distanti dalla Camera dei deputati. «Assassini, assassini!», «bastardi!», gli hanno urlato contro loro. «Siamo venuti qui ad elemosinare - ha gridato uno dei pescatori - e non a fare queste pagliacciate. Siamo lavoratori e padri di famiglia. Ora voi picchiateci pure ma da qui noi non ci muoviamo».

I manifestanti lasciano la piazza. In seguito i manifestanti hanno lanciato altre bombe carta per poi lasciare Montecitorio e dirigersi verso piazza Venezia e via dei Fori Imperiali. La protesta è durata fino alle 19 circa.

Telecamere al vaglio degli investigatori. Gli uomini della Questura di Roma hanno acquisito le immagini dei momenti di tensione ripresi dalle telecamere della polizia scientifica. Cinque persone sono state identificate e le loro posizioni sono ora al vaglio degli investigatori. Potrebbero scattare delle denunce. Secondo quanto si apprende, le bombe carta sono state lanciate verso la Camera dei Deputati ma anche verso le stesse forze dell'ordine.

La manifestazione. Prima degli scontri la manifestazione sembrava sotto controllo. Striscioni, con su scritto «vi state mangiando anche le nostre barche», bandiere, cori e qualche petardo per far sentire la propria voce sulle difficoltà che sta creando alla categoria il caro gasolio e su alcuni adempimenti comunitari che hanno portato, tra gli altri, obblighi come la licenza a punti e la tracciabilità del prodotto giudicati dai pescatori particolarmente penalizzanti e onerosi.

Forconi a Palermo. Quella dei pescatori è solo una faccia della protesta che dalla Sicilia si sta estendendo a tutta Italia e che riguarda più categorie. Il Movimento dei Forconi è tornato in piazza a Palermo. «Siamo oltre 10 mila e altri ne stanno arrivando», ha detto il leader Mariano Ferro. Dopo aver invaso il capoluogo siciliano al grido di «dignità, dignità», sventolando il tricolore e le bandiere della Trinacria, il corteo composto da autotrasportatori, agricoltori, pescatori, commercianti, pensionati e studenti ha raggiunto Palazzo d'Orleans, sede della Presidenza della Regione, dove rimarrà fino a quando non otterranno risposte alle loro richieste.

Sette arresti. La polizia stradale di Caserta ha arrestato cinque persone che nei giorni scorsi hanno preso parte ai blocchi stradali lungo la rete autostradale mentre altri due autotrasportatori di Mottola (Taranto) sono stati fermati dai carabinieri di Massafra dopo aver aggredito un loro collega che aveva tentato di eludere un blocco imboccando una strada interna. Si tratta di Filippo e Cataldo Carucci, padre e figlio di 44 e 20 anni.

I tir. Restano i presidi dei tir. Anche anche questa mattina in Emilia-Romagna, i mezzi pesanti sono presenti all'esterno dell'Autosole a Piacenza Sud, Reggio Emilia e Campegine (Reggio) e, lungo la A14, all'altezza del casello di Faenza (Ravenna). Sono ancora tutti attivi i presidi in Calabria sull'autostrada Salerno Calabria in diversi snodi della statale jonica 106 e gli agli imbarcaderi per la Sicilia di Villa San Giovanni dove sono fermi circa 260 tir. I mezzi pesanti non passano mentre le arterie sono percorribili da auto e pullman. I blocchi permangono poi sulla statale 106, all'imbocco della strada Ionio-Tirreno e all'altezza di Grotteria Mare, nel reggino e nel crotonese. Stop a mezzi pesanti anche sulla statale 18, a Scalea, Tortora e Guardia Piemontese, nel cosentino e, nel catanzarese, a Settingiano sulla statale 280 Catanzaro-Lamezia.

Non mollano gli autotrasportatori in Ciociaria. La protesta dei Tir va avanti anche in Ciociaria. Presidi nelle aree vicine ai caselli dell'A1 Roma-Napoli restano attivi, ad accezione di Anagni dove lo sciopero si è concluso. Da Ferentino a San Vittore i 'padroncinì proseguono la loro pacifica contestazione contro i rincari decisi dal governo Monti, in particolare per l'aumento del prezzo del gasolio e dei pedaggi autostradali. Lo sciopero dei 'bisonti della stradà, deciso da Trasportounito Fiap, è giunto al terzo giorno consecutivo e andrà avanti fino a venerdì. I disagi sono pesanti in molte zone della provincia di Frosinone, soprattutto per la mancanza di carburante con decine di distributori chiusi che espongono il cartello "carburante esaurito". Ma non mancano i problemi anche per la consegna di merci. Le forze dell'ordine continuano a monitorare la situazione come disposto dal prefetto di Frosinone.

Presidi anche in Lombardia. Secondo quanto riferito dalla Polizia stradale, gruppi di autotrasportatori e mezzi fermi vengono segnalati in particolare nel Bergamasco e nel Varesotto. Sull'autostrada A/4, all'altezza di Capriate (Bergamo), i manifestanti hanno già cominciato a bloccare i camion sugli svincoli. Blocco anche al casello di Villanova d'Asti, sull'autostrada A21 Torino-Piacenza. Presidi fuori dalla sede autostradale sono organizzati invece al Sito Interporto di Orbassano (Torino) sulla tangenziale del capoluogo piemontese, allo svincolo Asti Est sull'A21 Torino-Piacenza e allo svincolo di Carmagnola (Torino) sull'A6 Torino-Savona.

Il governo rassicura l'Europa. Saranno avviate «tutte le misure necessarie per porre fine ai blocchi». L'indicazione è arrivata ieri ai prefetti dal ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri: ordinanze urgenti contro i blocchi dei tir. A Roma la prima applicazione del divieto per «non compromettere il regolare approvvigionamento di beni primari per i cittadini e per le attività produttive». Il premier Mario Monti ha invitato a contemperare il diritto di sciopero con il rispetto della legalità.

Passera: nel 2012 riduzione pedaggi per 170 milioni. Il ministro per lo Sviluppo economico e le Infrastrutture Corrado Passera intanto annuncia «una riduzione compensata dei pedaggi autostradali per il settore dell'autotrasporto che sarà pari, per il 2012, a 170 milioni di euro».

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=178525&sez=HOME_INITALIA

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