In carcere Jean Claude Mas
La società impiegava silicone
non destinato a usi umani.
Per le 500 mila donne che in tutto il mondo portano o hanno portato delle protesi al seno Pip quella di oggi è la prima grande vittoria. Jean-Claude Mas è stato arrestato oggi mentre si trovava a casa della compagna, a Six-Fours les-Plages, nel sud della Francia, per la truffa delle protesi killer.
Il fondatore della Pip, 72 anni, è stato portato in manette al commissariato di Marsiglia, dove è aperta un’inchiesta contro di lui per omicidio colposo. Anche il numero 2 dell’azienda, l’ex direttore finanziario Claude Couty, è stato arrestato. In pieno scandalo sanitario, Mas non ha mai negato di aver utilizzato un gel non conforme, destinato a usi industriali e non medici, pur se respinge ogni ipotesi di pericolo per la salute. Dai verbali dell’interrogatorio di ottobre era emersa una fredda confessione: «Sapevo che il gel non era certificato. L’ho fatto consapevolmente - aveva detto alla polizia - perchè il gel PIP era più economico e la resa migliore». Non ha mai mostrato pietà neanche nei confronti delle vittime della sua frode. Le donne che sporgono denuncia «sono persone fragili - aveva detto - che vogliono solo far soldi».
Oggi queste donne, migliaia in tutto il mondo, possono sentirsi soddisfatte per gli sviluppi dell’inchiesta. «Finalmente! Non si capiva come mai questo uomo fosse ancora libero», è stata la prima reazione di Alexandra Blachere, presidente dell’associazione PPP, Portatrici di Protesi Pip, che sarà ascoltata domani dai giudici di Marsiglia. Mas rischia fino a 5 anni di prigione e oltre 70 mila euro di multa, secondo alcune fonti. La Poly Implant Prothese è stata la terza azienda mondiale del settore fino al fallimento del 2010, quando l’agenzia sanitaria francese Afssaps ha ritirato le protesi Pip dal mercato perchè a grande rischio rottura. È emerso allora che per anni Mas ha ingannato le autorità dichiarando di utilizzare il gel conforme di produzione americana Nusil. Invece il 75% delle protesi Pip contenevano un gel di produzione propria, meno caro, che permetteva a Mas di risparmiare fino ad un milione di euro ogni anno. Venti casi di cancro, di cui 16 al seno, sono stati denunciati in Francia negli ultimi mesi.
Due donne, che per anni hanno portato protesi Pip, sono morte. Circa 2.500 denunce sono state sporte. Il Comitato medico che segue le vittime della Pip parla di più di mille casi di protesi rotte e di 500 infiammazioni al seno. Anche se nessun legame tra la malattia e il silicone è stato accertato fino a ora, diversi governi, su esempio di quello francese, hanno raccomandato alle donne di farsi ritirare le protesi.

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