Rischia di passare alla storia come il «venerdì nero dei trasporti». Nei cieli e a terra, si fermano oggi gli operatori aderenti alle sigle sindacali di base in segno di protesta contro il decreto sulle liberalizzazioni del governo di Mario Monti. La vasta mobilitazione è destinata a provocare gravi disagi all’Italia intera già segnata dallo sciopero dei tir.
A sfidare l’esecutivo di salvezza nazionale sono innanzi tutto Usb, Orsa, SlaiCobas, Cib-Unicobas, Snater, SiCobas e Usi, preoccupate per le «politiche del governo che penalizzano lavoratori, pensionati, precari e disoccupati e che, con il ricatto del debito, intendono far pagare la crisi a tutti tranne coloro che hanno generato, speculato e fatto profitti su di essa».
I disagi maggiori sono previsti nella capitale dove la mobilitazione, fatte salve le fasce di garanzia, interessa tutte le aziende Atac, ovvero autobus, tram, filobus, metro. A fermarsi sono inoltre i treni locali e i mezzi Cotral, ovvero le corriere. Alle nove è indetta una manifestazione nazionale con un corteo che partirà da piazza della Repubblica, e si concluderà in piazza San Giovanni. Non è da meno Milano dove il prefetto Gian Valerio Lombardi ha disposto la precettazione del personale Atm in servizio sulla linea 1 della metropolitana dalle 8,45 alle 15. Una decisione obbligata vista l'apertura in questi giorni del Macef, il salone internazionale della casa a Fiera Milano.
Paralisi anche nei cieli: Usb Lavoro Privato conferma lo sciopero per tutti i settori «colpiti da una forte crisi occupazionale e dal peggioramento delle condizioni di lavoro, ultima, in ordine temporale, quella della Argol, dove 76 lavoratori saranno licenziati tra poche ore». Un altro stop di 24 ore su tutto il territorio nazionale riguarda i piloti di Meridiana Fly dell’Unione piloti e dell’Apm, mentre è stato revocato lo stop di quattro ore degli assistenti di volo di Alitalia, dopo l’accordo raggiunto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti e Avia sulle problematiche del personale di cabina. Al riguardo è stato dato il via libera all’assunzione in Alitalia a partire da aprile dei primi 25 assistenti di volo sui 122 attualmente in Cassa integrazione straordinaria.
Servizi a singhiozzo anche negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Dalle 13,30 alle 17,30 è in programma «il primo sciopero generale regionale del trasporto aereo», indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti a sostegno, appunto, della «vertenza Argol».
È stata nel frattempo avviata una mobilitazione generale del settore trasporti da parte dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. Tutti chiedono al governo un confronto e «profonde correzioni» alle misure previste dal decreto «Cresci-Italia». Dall’esecutivo si attende una indicazione a breve anche perché la mobilitazione prolungata rischia di mettere in ginocchio il paese, già piegato dallo sciopero di una minoranza irriducibile, di autotrasportatori fermi dal 23 marzo.
Oggi dovrebbe essere l’ultima giornata di una protesta dal bilancio pesante, con un morto, 13 arresti e 5 denunce tra i manifestanti. Sono ancora attivi presidi in diverse zone d’Italia e nonostante Federdistribuzione sostenga che si stia lentamente tornando alla normalità nella consegna delle merci, i disagi sono ancora notevoli. Enormi quantità di prodotti agricoli sono andati al macero, gli impianti industriali sono fermi da giorni con gravi perdite in mancata produzione, come per Fiat e Coca Cola, mentre Barilla ha chiesto l’aiuto della Cig. Senza contare il rincaro dei prodotti di prima necessità, e delle speculazioni sulla benzina dove i prezzi alla pompa, a Roma, sono stati corretti a 2 euro per litro.
FRANCESCO SEMPRINI

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