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sabato 11 febbraio 2012

Naufragio Concordia, in un video choc la tragedia vista dalla plancia di comando

Tranquilli, distaccati e per nulla nel panico. Ecco come si vive il naufragio della nave Concordia all’interno della plancia di comando della nave la notte tra venerdì 13 e sabato 14 gennaio 2012. Il video choc (già acquisito dalla procura di Grosseto) è stato trasmesso dal Tg5 delle 20. E’la prima volta che si può iniziare a capre cosa successe quel venerdì notte nel settore comando. Un primo dato: l’assoluto distacco del comandante Francesco Schettino che risponde con un “vabbuò” a un suo ufficiale che in modo trafelato gli dice “che i passeggeri si trovano da soli sulle lance”. In quel momento la nave è già inclinata di 12 gradi, ma si sente Schettino che, dopo aver già avuto due conversazioni telefoniche con Roberto Ferrarini, operation manager di Costa crociere, parla con qualcun altro, che ancora non si sa chi sia.

Il declino della Sapienza all'ombra di Parentopoli: è al 430°posto nel mondo

Nell'Università dopo moglie e figlia, anche il figlio del rettore



«Parentopoli? Ma perché non parlate di "Ignorantopoli"? Questo è il vero problema dell'università italiana. Voi giornalisti fate solo folklore!», sibilò il rettore della Sapienza Luigi Frati al nostro Nino Luca. Ma la Procura non è d'accordo: papà, mamma, figlia e figlio docenti nella stessa facoltà sono troppi, come coincidenze.

E sull'arrivo dell'ultimo Frati a Medicina ha aperto un fascicolo. Tanto più che «Parentopoli» e «Ignorantopoli», dicono le classifiche internazionali, possono coincidere.
Il rettore di quello che sul Web si vanta di essere il più grande ateneo italiano (nel senso di più affollato: 143 mila studenti, pari all'intera popolazione di Salerno o quelle di due capoluoghi come L'Aquila e Potenza insieme) era da tempo nel mirino di chi denuncia certi vizi del nostro sistema universitario.
Senese, un passato da sindacalista, uomo dalla capacità funambolica di fluttuare tra destra e sinistra, preside per un'eternità di Medicina dal lontano 1990 in cui Gava era ministro degli Interni e Chiesa si occupava amorevolmente dei vecchi ospiti del Pio Albergo Trivulzio e «altro», quello che i suoi studenti più perfidi hanno soprannominato «BaronFrati», è da sempre un uomo tutto casa e facoltà.

Cina, arrivano le uova di gomma: una volta lessate, rimbalzano


Giocare a ping pong con un tuorlo d'uovo. Capita in Cina, dove è scattata un'inchiesta su delle uova che, una volta rassodate, rimbalzano (anche fino a 20 cm da terra, secondo alcune testimonianze). L'agenzia di stampa Xinhua riporta di casi di «uova di gomma» che si sono verificati in tutto il paese, e alcuni in particolare a Shanghai.
INCHIESTA - Le autorità sanitarie cinesi hanno lanciato un'inchiesta per verificare la natura di queste uova. Il sospetto è che siano state prodotte artificialmente per lucrare sul prezzo delle uova, ma la scarsa quantità con cui sono comparse sul mercato depone contro questa tesi.

STERILITA' - La durezza di queste uova "da ping pong" potrebbe, infatti, essere naturale: l'elasticità verrebbe data dal gossipolo, una proteina naturalmente presente nei semi di cotone che vengono normalmente somministrati ai polli. Ma quando il pastone viene arricchito eccessivamente, il gossipolo si lega in maniera particolare al tuorlo d'uovo e provoca, appunto, l'effetto gomma. Il rischio è che queste uova abbiano effetto sulla sterilità maschile: il gossipolo è infatti uno dei prodotti che, negli anni '70, il governo Cinese impiegò nelle ricerche sugli anticoncezionali maschili.

Atene nel caos Si sfalda il governo dell’austerità


Papademos: non possiamo permetterci un fallimento
Il governo perde il quarto ministro, guerriglia in città.




TONIA MASTROBUONI
INVIATA AD ATENE
Quando prendono fuoco le gambe del poliziotto per un momento la piazza si paralizza – con l’eccezione dei ragazzi organizzatissimi e rigorosamente col volto coperto che continuano a correre avanti e indietro e a bombardarli con pietre e bottiglie incendiarie. Non resta che arretrare velocemente assieme agli studenti e ai manifestanti pacifici. Pochi secondi dopo, per l'ennesima volta, l’aria si fa acre per i lacrimogeni. Qualche poliziotto punta gli idranti e comincia a spararli ad altezza d’uomo. Fanno impressione le scalinate di due grandi alberghi ai lati di Syntagma – distrutte, prese a picconate da qualche esaltato rimasto a corto di pietre. Alla carica successiva ci associamo al fuggi fuggi generale nelle stradine laterali.

In un albergo proprio a ridosso della piazza il fumo è addirittura entrato nella hall. Neanche il tempo di sederci a un tavolo, inveendo e tirando su col naso per il bruciore negli occhi, che una cameriera ci fa sapere che «spera che Papademos e il governo vadano tutti al diavolo e che ci sia la rivoluzione».

"Basta con l'abuso dei parti cesarei" il ministro manda i Nas in ospedale

Balduzzi: "Devono diventare un'eccezione, ecco le nuove regole". Il sospetto è che se il fenomeno ha assunto dimensioni estreme è anche a causa dei rimborsi




 Tanti, troppi i parti cesarei in Italia. Quasi quattro su dieci. Per limitarli in corsia arrivano i carabinieri del Nas. Il ministero della Salute ha disposto un'indagine nazionale sui reparti di ostetricia degli ospedali pubblici e privati "per fare chiarezza sull'utilizzo non appropriato del parto chirurgico". Con controlli a campione, i carabinieri avranno l'autorizzazione per fotocopiare le cartelle cliniche e le ecografie delle pazienti. Si punta ad accertare quanti sono quelli inutili, cioè non dovuti a reali necessità mediche. Per scoprire una volta per tutte perché nel nostro paese i cesarei sono il 38,2 del totale (valore riferito al 2010), quando le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità dicono che non dovrebbero superare il 15 per cento.

È stata una segnalazione dell'Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che ha convinto il ministro della Salute Renato Balduzzi a inviare i Nas. Analizzando i dati, si è visto che addirittura in Campania i parti cesarei sono più di quelli naturali, arrivando al 61,6 per cento del totale. In Sicilia sono il 52,8 per cento. Nelle altre regioni del Centro-Sud, Sardegna esclusa, la media supera il 40 per cento. Un'incidenza del tutto inspiegabile, se paragonata al Nord.

L'Italia è piena di amianto

E' in arrivo la sentenza sullo scandalo storico di Casale Monferrato, in Piemonte. Ma intanto si scoprono decine di altri casi di materiale cancerogeno disseminato in decine di città, da Bologna a Cosenza, da Padova ad Avellino, fino a Roma. Con migliaia di vittime di una mattanza che non è ancora finita



Negli anni '60 - '70 giocavano con la "neve", una polvere bianca che usciva dai sacchi in stazione. Gli abitanti di Casale Monferrato, l'amianto, quella "polverina magica", l'hanno conosciuta bene e non solo per gioco, purtroppo. Lunedì, 13 febbraio, si attende la sentenza del processo contro l'Eternit AG, l'azienda - dal 1906 a Casale - che ha mandato a morire 1.800 tra lavoratori, familiari e casalesi. A giudizio i proprietari della multinazionale: lo svizzero Stephan Schmideiny e il belga Jean-Louis de Cartier de Marchienne per disastro doloso e omissione volontaria di cautele infortunistiche. In un processo che ha visto 65 udienze, 6.000 parti civili in 26 mesi di istruttoria, il procuratore di Torino Raffaele Guariniello ha chiesto venti anni di reclusione per entrambi gli imputati. Schmideiny, propose mesi fa al Comune di Casale un'offerta di transazione di 18 milioni di euro, purché si ritirasse dalle parti civili. Dopo giorni di lotta e polemiche da parte degli abitanti, il sindaco di Casale ha rinunciato. E ora si chiude il procedimento penale più grande d'Italia, ma non l'unico.

Germania, nasce l’autostrada per biciclette … e la seguono Inghilterra e Svezia

L’uso della bicicletta, da sempre rimedio semplice e salutare per aiutare l’ambiente e, allo stesso tempo raggiungere gli obiettivi prefissati dal protocollo di Kyoto, è stato oggetto di forte interesse in Germania; dove ci si appresta a realizzare la prima autostrada per bicilette, per incentivare l’utilizzo delle bici e favorire la mobilità sostenibile. Al contrario della Germania, l’Italia ha spesso limitato questa fonte di risparmio energetico e di emissioni, forse anche a causa dello scarso peso che viene dato all’utilizzo della bici, da parte degli stessi cittadini al contrario degli altri paesi. Risulta però evidente che politiche come quelle attuate dalla Germania, incentivino, anche attraverso la curiosità, l’utilizzo delle bici. Gli unici esempi nel nostro paese sono stati i vari servizi di bike-sharing, offerti dai comuni e sparsi in maniera troppo esigua in tutto il paese. Il progetto dell’autostrada per la Germania, risulta quindi il primo elemento concreto di incentivazione all’uso dele bici, con il collegamento autostradale che collegherà le città di Dortmund e Duisburg nella regione della Rurh, che si trova in una condizione molto frequente di traffico elevato. In questo modo, si cercherà di ridurre allo stesso tempo traffico ed emissioni, con una colossale pista ciclabile lunga 60 chilometri e larga 5 metri, senza pendenze o curve strette che ne possano pregiudicare il percorso e con un’ottima base di asfalto, per aiutare il percorso dei ciclisti. L’idea è nata, come spiega il ministro Harry Voigtsberger, perchè è cresciuto fortemente nei tedeschi il desiderio di abbandonare l’uso delle auto e di sostituirle con le bici, sia per evitare le code sull’autostrada e sia per ridurre i costi legati all’utilizzo dei carburanti. Il discorso diventa ancora più plausibile se si pensa che già la gran parte della popolazione della zona è in possesso, ed utilizza con frequenza le bici per i piccoli spostamenti e sarebbe quindi interessata alla realizzazione di quest’opera.

Veni, Vidi, Monti

La copertina del TIME a Monti è strameritata. Lo spread è sotto controllo. Il bund non fa più paura. Il debito pubblico è sempre quello di prima, ma ha già un aspetto migliore. Sembra quasi ringiovanito. Le Grandi Opere non si fermano. La più importante base americana europea a Vicenza non è in discussione. In caso di guerra siamo il primo bersaglio, ma ne siamo orgogliosi. Le nostre truppe presidiano allegramente l'Afghanistan ("In Afghanistan marciam, il perchè non lo sappiam"). L'Italia partecipa all'embargo contro l'Iran. Cosa si vuole di più da un fedele alleato? Qualche testata nucleare in custodia ad Aviano e a Ghedi Torre? Nessun problema, ci sono già. Il nucleare è bandito in Italia, ma gli ordigni nucleari a stelle e strisce sono sempre i benvenuti come i memorabili bombardamenti americani sulle nostre città nella Seconda Guerra Mondiale.
Le banche americane sprizzano Cds da tutti i pori. L'enfant du pays Mario è tornato a casa, alla Goldman Sachs, dove ha passato i migliori anni della sua vita. Gli americani ci amano, se non fosse così perché da quando hanno messo le tende nel 1945 non se ne sono più andati?